La maggior parte delle escursioni proposte in questa raccolta è alla portata di tutti coloro che, dotati di normali capacità sportive, si appassionano alla conoscenza dell’ambiente alpino. Si sono deliberatamente evitati gli itinerari più complessi per fare conoscere la valle di Susa a tutti, anche a coloro che non sono dotati di particolari abilità sportive, o attitudini all’altezza, con tre eccezioni: lo Chaberton, il Thabor e il Rocciamelone. Tutte tre le cime superano i tremila metri e sono stati scelte con le seguenti motivazioni: lo Chaberton è una vetta troppo ricca di storia per non descriverla e perché non ha comunque difficoltà escursionistiche, se non la lunghezza; il Thabor si trova alla testata della valle Stretta, una delle valli più belle d’Europa; il Rocciamelone, non richiede particolari abilità se non un po’ di allenamento dato il dislivello ed è il simbolo della religiosità valsusina. Si è cercato anche di rappresentare in modo significativo la valle con itinerari insoliti e brevi, con passeggiate anche di mezza giornata che esplorano le borgate abbandonate e altre signorilmente ristrutturate, ma tutte inserite in quello splendido ambiente naturale che è la valle centrale e le sue vallate tributarie ampie e soleggiate. Sono state evitate tutte quelle escursioni che richiedono abilità ed attrezzatura allo scopo di facilitare i principianti e le famiglie che vogliono invogliare i bambini alla conoscenza della natura montana.
Questo libro si propone di conoscere Torino, troppo spesso considerata solo città dell’automobile, come metropoli elegante e austera nello stesso tempo, dalle molteplici sfaccettature: antica capitale del regno sabaudo, culla del Risorgimento, città industriale e laboriosa che ha saputo anche reinventarsi e divenire polo di innovazione e di sperimentazione culturale, senza peraltro dimenticare i suoi Santi sociali, Cottolengo e Don Bosco, che ancora oggi ne connotano lo spirito assistenziale.
È conosciuta per le sue regge, per le eleganti piazze, per i suoi monumenti ricchi di storia, per il Museo del Cinema e per il Museo Egizio, secondo solo a quello del Cairo, ma che sorprende anche per certe sue “curiosità” inaspettate, gelosamente custodite con sobria riservatezza dai Torinesi,parsimoniosi e quasi restii a mostrare le loro meraviglie. Percorrere la città senza fretta, gustandone l’atmosfera borghese, le raffinate architetture, i bei viali ampi, che ne fanno una piccola Parigi, le vie dritte, i parchi, e soprattutto, soffermarsi su alcune peculiarità, per così dire minori, ma non per questo meno interessanti, è quanto suggeriamo negli itinerari di questa guida che non ha la pretesa di essere esaustiva, ma vuole “incuriosire”, “mettere sul gusto” il turista che intraprende il suo “petit tour” di scoperta.